Marcatura CE porte resistenti al fuoco

EN 16034: marcatura CE delle porte resistenti al fuoco

Dopo tanta attesa, nel novembre di quest’anno è finalmente diventata obbligatoria la norma EN 16034 per la marcatura CE delle porte resistenti al fuoco (da tutti noi normalmente conosciute come porte tagliafuoco) e delle porte per il controllo di fumo. La prima versione della norma EN 13241 (allora EN 13241-1) per la marcatura CE di porte industriali e da garage al suo interno citava la norma prEN 13241-2 per la marcatura CE delle stesse porte ma con caratteristiche di resistenza al fuoco e controllo fumo, mentre nel 2007 la EN 14351-1 citava la EN 14351-3 per le porte pedonali con caratteristiche di resistenza al fuoco e controllo fumo. Negli anni successivi i gruppi di lavoro hanno poi deciso di raggruppare tutti questi prodotti all’interno di un’unica norma armonizzata, appunto la EN 16034.

Al momento la marcatura CE è però applicabile solo alle porte pedonali esterne, rientranti nel campo di applicazione della EN 14351-1, e ai portoni, rientranti nel campo di applicazione della EN 13241. Non possono invece ancora essere marcate CE le porte pedonali interne, per le quali si dovrà attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della EN 14351-2.

La marcatura CE presenta indubbi vantaggi; in particolare:

  • Possibilità di commercializzare il prodotto in tutta l’Unione europea attraverso un unico iter di certificazione con un unico Organismo Notificato (ON) e non diversi iter di riconoscimento/omologazione a seconda del numero di Stati in cui intende commercializzare il proprio prodotto o del numero di modelli diversi che si intendono produrre;
  • Semplificazione burocratica, non dovendo interagire con Amministrazioni di altri Stati con ovvie difficoltà linguistiche; – Risparmio economico, non dovendo corrispondere una tariffa per ogni prodotto che il Fabbricante vuole commercializzare;
  • Possibilità di estendere la certificazione tramite EXAP a varianti di prodotto non coperte dal campo di applicazione diretta della norma di classificazione, che era l’unico riconosciuto dalla procedura di omologazione.

Il sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione(AVCP) è l’1, che suddivide i compiti tra Fabbricante ed Organismo Notificato nel seguente modo:

  • Compiti del Fabbricante: implementazione un controllo di produzione in fabbrica (FPC ) conforme alla norma ed esecuzione di altre prove sui prodotti secondo un piano di prova prescritto;
  • Compiti dell’Organismo Notificato: valutazione delle prestazioni del prodotto attraverso prove (incluso il campionamento), ispezione iniziale dello stabilimento e del controllo di produzione in fabbrica e sorveglianza continua dello stesso.

Per poter immettere una porta marcata CE conformemente alla EN 16034, il Fabbricante deve dunque essere “certificato” da un Organismo Notificato che rilascerà un Certificato di costanza della prestazione.

Un’importante novità che la norma introduce nel mondo della porte tagliafuoco e a tenuta fumo, è il concetto di cascading. Si tratta di una procedura con cui un soggetto, denominato system house, sottopone a prova un determinato prodotto e attraverso un contratto concede ad un assemblatore la possibilità di utilizzare i propri risultati di prova per marcare CE il prodotto da lui assemblato, senza la necessità di ripetere le prove.

Questo è possibile purché l’assemblatore utilizzi gli stessi componenti utilizzati dalla system house e segua le esatte istruzioni di assemblaggio fornite dalla system house. Questa procedura darà la possibilità anche a piccoli Fabbricanti di assemblare un prodotto e di immetterlo sul mercato a proprio nome, senza dover affrontare l’onere dell’esecuzione delle prove. Essendo però previsto il Sistema 1, l’assemblatore è comunque tenuto ad implementare un FPC ed a farlo approvare da un Organismo Notificato, che eseguirà anche le sorveglianze periodiche in azienda.

Un altro aspetto importante, ma purtroppo non sempre chiaro nella sua applicazione è l’utilizzo dei dati storici per poter marcare CE il prodotto, cioè la possibilità di tenere valide prove eseguite prima dell’entrata in vigore della norma. La EN 16034 prevede 3 requisiti affinché questo sia possibile:

  • Il prodotto da marcare CE sia lo stesso di quello già sottoposto a prova e il suo metodo di produzione non sia variato;
  • Siano utilizzati gli stessi metodi di prova o più rigorosi;
  • Sia stato utilizzato lo stesso sistema AVCP previsto dalla norma, quindi il Sistema 1.

Se i primi due requisiti non comportano grosse difficoltà, è il terzo a risultare molto problematico. Aver utilizzato lo stesso sistema AVCP significa che il prodotto sia stato sottoposto a prova da un laboratorio indipendente sotto la “responsabilità di un organismo di certificazione del prodotto notificato” (cfr. EN 16034 par. 6.1.2). I gruppi di lavoro europei hanno pubblicato un position paper sull’argomento, che sostanzialmente lascia all’Organismo notificato il compito di valutare se è possibile collegare esattamente il controllo di produzione in corso in azienda al prodotto oggetto dei dati storici, in modo da poterne garantire una perfetta rintracciabilità.

Paolo Monticelli

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