Un nuovo corso per gli Standard Europei

Un nuovo corso per gli Standard Europei

Più volte si è sentito affermare come una certa notizia abbia cambiato il corso degli eventi successivi per gli standard Europei.

In realtà, in questi casi la cosa corretta da chiedersi è se sia stata la notizia in sé a modificare le cose o se siano stati gli avvenimenti che hanno creato la notizia stessa a farlo. La risposta a tale questione è logica: non sono le notizie a cambiare la nostra esistenza ma i fatti che le hanno generate.

Le informazioni che hanno seguito l’incontro avvenuto il 19/11 tra i rappresentanti del TC33, i CEN Consultant e la Commissione Europea, sono un esempio di notizia che modifica gli eventi o, meglio, di avvenimenti che cambiano il futuro.

Da un po’ di tempo ci si chiede cosa sarà di diversi testi normativi che dovrebbero essere armonizzati per determinare la possibilità di marcare CE il prodotto di cui trattano, da un po’ di tempo ci si chiede cosa sarà di quegli standard già armonizzati, che quindi già permettono la marcatura CE dei prodotti di cui trattano, per i quali si vocifera di una dearmonizzazione e cioè di un depotenziamento degli stessi.

Le notizie giunte dall’incontro del 19 novembre hanno dato una risposta a questi quesiti e hanno di fatto ufficializzato la situazione che da molti mesi stava creandosi. Questa situazione ha portato alla stasi normativa che il comparto dei serramenti, ma dovremmo dire il settore delle costruzioni in genere, sta vivendo attualmente e hanno delineato un futuro di cambiamenti. Epocali.

Durante tale incontro, infatti, è stata comunicata una serie di decisioni prese dalla Commissione Europea riguardo all’intero impianto che genera le Norme Armonizzate ed è stato chiarito come il lavoro svolto fin’ora dai diversi technical committee, dai working groups e dagli esperti nazionali sia da riprendere completamente in mano e da rivedere alla luce di quanto deciso.

Ma cosa prevede questo nuovo corso e perché si è creato?

È stato rilevato come molti produttori che hanno dovuto interfacciarsi con gli standard armonizzati abbiano spesso trovato questi ultimi complessi e di difficile interpretazione. In diversi casi, poi, il sistema attuale creava flussi di investimento onerosi chiedendo ai fabbricanti di adeguare il proprio prodotto a requisiti che venivano da lontano. Infine si sono avute diverse segnalazioni riguardanti la complessità di un processo di marcatura che legava i sistemi di attestazione alla destinazione d’uso del prodotto e non alle sue caratteristiche essenziali e cioè alle specifiche prestazioni.

Questo ha spinto la commissione a decretare che il sistema fin’ora utilizzato non fosse più attuale e andasse profondamente riformato. Il tutto a scapito degli standard europei pronti, come ad esempio la EN 14351-2 che, pur pubblicati dal CEN, non vedranno elevare il loro status da Norma europea a Norma europea armonizzata, per la mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea.

Il percorso da fare, ora, vedrà impegnati gli enti normatori nazionali, il CEN e la commissione europea in uno scambio di informazioni circa le differenti esigenze legate alle singole norme di prodotto, sia a livello di caratteristiche essenziali, sia a livello dei relativi sistemi di attestazione della conformità.

Tale scambio genererà un nuovo mandato ai diversi comitati tecnici che dovranno, alla luce di una nuova serie di documenti guida, a partire forse anche dal regolamento dei prodotti da costruzione, revisionare gli standard europei “traducendoli” in nuovi format e di fatto riscrivendoli con l’ottica di generare documenti più chiari, di facile comprensione e con minori spazi interpretativi.

Il processo non sarà breve, la commissione stessa indica un obiettivo temporale nel 2025, ma nell’ ottica della riforma dovrebbe portare ad un netto miglioramento nel rapporto tra i produttori, il mercato e gli standard europei di riferimento.

Questa cosa, ovviamente, spiazza tutti gli attori del settore: produttori, esperti normatori, progettisti sono in questa fase a chiedersi cosa si possa fare nei prossimi cinque anni?

Sicuramente sarà opportuno partecipare ai lavori del CEN in modo da difendere le posizioni dei produttori italiani e l’opportunità di mantenere gli obblighi di marcatura per le nostre eccellenze produttive; tale lavoro, però, porterà risultati solo nel medio lungo periodo. Nel frattempo come muoversi sul mercato a livello tecnico in modo da trovarsi pronti ad affrontare le nuove sfide europee che questa riforma ci porterà?

In effetti il nuovo corso e, soprattutto, la preparazione dello stesso rende critica la possibilità di avere una visione sul mercato e sullo sviluppo dei prodotti nel medio periodo. Risulta quindi chiaro quanto la stessa possa trasformarsi in un danno per i produttori virtuosi che tanto hanno fatto in termini economici e tecnici per adeguare i loro prodotti ai requisiti del CPR.

Ugualmente però potrebbe dare la possibilità di creare delle occasioni sul mercato, re iniziando – parallelamente a quanto si dovrà fare con il CEN – a credere e a lavorare nei sistemi di unificazione nazionale, partendo magari dai testi europei già definiti e non armonizzati per creare norme nazionali, costruite dalla maggior parte dei produttori che possano quindi poi arrivare sui tavoli del CEN con una diversa forza: quella della condivisione di intenti.

Questo modo di operare potrebbe realmente restituire al mercato nazionale delle norme guida nel periodo in cui l’Europa lavora i nuovi standard europei e offrire la possibilità ai nostri produttori di lasciare un segno profondo nei testi che verranno successivamente condivisi con i partner europei.

Questo ove i produttori, le associazioni e i tecnici del settore si troveranno d’accordo nello sviluppare il lavoro sopra descritto.

Seguiremo con estrema attenzione e partecipazione l’evoluzione di questi avvenimenti non considerando l’Europa come un ente lontano da subire, ma come un contenitore da riempire collettivamente con il contributo di ogni stato membro, di ogni ente nazionale e faremo quanto nelle nostre possibilità perché il nostro paese porti contributi forti e difficilmente confutabili.

E chissà che quest’evoluzione, creata dal lavoro di tutti noi in seno all’ UNI non sia il seme per la generazione di nuove notizie, di quelle che cambiano il corso degli eventi.

LORENZO FOLCO
Senior Consultant – Settore Normativa tecnica nazionale ed Europea
Coprai Group Srl

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