EPD

EPD – Capire la crescente domanda per le dichiarazioni ambientali di prodotto

Understanding the growing demand for Environmental Product Declaration (EPD)

Una EPD è un rapporto pubblicato e accettato a livello internazionale

È sempre maggiore la domanda del mercato di informazioni chiare e dettagliate sugli impatti ambientali di un prodotto in tutto il suo ciclo di vita. Un recente studio condotto da una società indipendente di ricerche di mercato ha rilevato che il 65 per cento degli architetti e dei progettisti è convinto che la valutazione del ciclo di vita dei prodotti sia il criterio più importante per giudicare le dichiarazioni di sostenibilità di un produttore. (MindClick Research, October 2010). Solo un terzo degli intervistati, però, ha detto di fidarsi delle valutazioni del ciclo di vita presentate dai produttori stessi.


Una EPD è un rapporto pubblicato e accettato a livello internazionale che indica in dettaglio i modi in cui un prodotto, in tutto il suo ciclo di vita, influisce sull’ambiente. Possiamo considerarla come una specie di “etichettatura nutrizionale” per un prodotto sostenibile e rivela l’impatto ambientale del prodotto, in tutti i suoi aspetti, da quelli relativi alla salute a quelli aziendali/sociali. Copre ogni momento del ciclo di vita del prodotto: dall’estrazione dei materiali alla produzione e alla spedizione, fino al consumo e infine allo smaltimento.

Le EPD non sono ecoetichette o valutazioni dei prodotti; piuttosto, sono risorse informative che aiutano architetti, progettisti, specificatori e altri acquirenti a comprendere meglio le qualità sostenibili di un prodotto e i diversi aspetti dell’impatto ambientale. Le EPD sono sviluppate in base a Regole di categoria di prodotto (PCR, Product Category Rules), ossia requisiti e metodologie di calcolo specifici per prodotto, che garantiscono la coerenza nella raccolta e nell’analisi dei dati. Per questo motivo, le EPD consentono il confronto degli impatti ambientali di prodotti simili, fornendo così il massimo livello di trasparenza.


Una EPD certificate da un ente terzo credibile, come UL Environment, aiuta a colmare il divario tra l’esigenza di fiducia e trasparenza e a instillare sicurezza nelle menti degli acquirenti. Le EPD aiutano anche gli acquirenti a soddisfare certe specifiche ambientali, come i dati sull’impronta di carbonio di un prodotto, sul suo impatto sull’acidificazione, l’eutrofizzazione, lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e il consumo energetico, per citarne alcuni.


La domanda nei confronti delle EPD sta crescendo anche in risposta alle nuove politiche “verdi” di acquisto, sia a livello governativo che commerciale. Negli Stati Uniti, il sistema di classificazione per l’edilizia ecologica LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) pone ora una maggiore enfasi sulla segnalazione e la trasparenza ambientale in base al ciclo di vita, assegnando punti ai prodotti con EPD come parte del credito pilota MR 61. In Europa, in particolare, in Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha aggiornato il decreto sui criteri ambientali minimi (CAM) in costruzione riconoscendo le EPD, una delle possibili opzioni per dimostrare il possesso del requisito ambientale CAM.


Il resto dell’Unione Europea adotterà probabilmente leggi simili in futuro e si stanno indirizzando gli stati membri ad armonizzare tutti i PCR in modo che le EPD possano essere usate in modo coerente su tutto il mercato globale. UL ha recentemente presentato il primo programma di Ottimizzazione di EPD con lo scopo di guadagnare ancora più crediti LEED v4.1. Il programma di UL consente ai produttori di rendere ancora più preziose le loro EPD esistenti, fornendo informazioni sugli impatti ambientali ridotti dei prodotti rispetto alla categoria media o versioni precedenti del prodotto, consentendo alle aziende di dimostrare in modo credibile il loro impegno per la sostenibilità e la trasparenza.

Understanding the growing demand for Environmental Product Declaration

Market demands for the disclosure of a product’s cradle-to-grave environmental impacts are
growing. A recent study by an independent market research firm found that 65 percent of architects and designers believe lifecycle assessment is the single most important criterion for evaluating a manufacturer’s sustainability claims (MindClick Research, October 2010 ). However, only one-third of those surveyed say they actually trust lifecycle assessment reports from manufacturers.


Environmental Product Declarations (EPDs) tell a product’s complete sustainability story and
equip manufacturers with an unrivaled tool for differentiation. An EPD is an internationally-accepted, published report focusing on the ways in which a product—throughout its lifecycle—affects the environment. Think of it like a “nutrition label” for a sustainable product: it discloses the lifecycle story of a product’s environmental impacts, and may disclose health, and corporate/social impacts—from material extraction, to production, to shipping, to consumption, to disposal. EPDs act neither as product ratings nor ecolabels; rather,they are informational resources that help architects, designers, specifiers, and other purchasers better understand a product’s sustainable qualities and environmental impacts.


EPDs are developed according to Product Category Rules (PCRs)— product-specific calculation requirements and methodologies that ensure consistent data collection and analysis. Because of this, EPDs enable the comparison of environmental impacts of like products, thus providing the utmost in transparency. An EPD that is certified by a credible third party, like UL Environment, helps bridge the need of trust and instills confidence in the minds of purchasers. EPDs also help purchasers satisfy certain environmental specifications, such as data on a product’s carbon footprint, impact on acidification, eutrophication, depletion of natural resources, and energy consumption, to name a few.


Demand for EPDs is also growing in response to new “green” government and commercial rocurement policies. In the U.S., the LEED® Green Building Rating System is now placing greater emphasis on lifecycle-based environmental reporting and transparency, rewarding points for products with EPDs as part of MR Pilot Credit 61. And in Europe, particularly, in Italy, the Ministry of the Environment and the Protection of the Territory and the Sea has updated the decree on minimum environmental criteria (CAM) in construction by recognizing the EPDs, one of the possible options to demonstrate the possession of the environmental requirement, CAMs. The rest of the European Union is likely to adopt similar laws in the future, and is currently directing its member nations to harmonize all PCRs so that EPDs can be used consistently throughout the global marketplace.


UL has recently introduced first EPD Optimization Program to earn more LEED v4.1 credits. UL’s program enables manufacturers to make their existing EPDs even more valuable by providing insight into products’ reduced environmental impacts in comparison with the category average or previous product versions, enabling companies to credibly demonstrate their commitment to sustainability and transparency.

UL International Italia S.r.l

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